Gatto Guglielmo e la labradoressa

[favolesco divertissement, alquanto weird, più per grandi che per piccini]

di Ugo Mauthe

Ciao, mi chiamo Gattotell, Guglielmo o Guillaume o Wilhelm a seconda del cantone.

Sì, sono svizzero.

Miagolo in tre lingue ma per le fusa faccio frrrrr che è intercantonale, internazionale, intercontinentale e forse perfino interplanetario.

Chi sa se esistono gatti su altri pianeti?

Non possiamo essere soli nell’universo. Sono d’accordo anch’io, ma se sono tutti come la mia vicina di casa è molto meglio essere soli.

Vi racconto cos’è successo la settimana scorsa.

La vicina, una signora labradoressa di gran classe, aveva fatto arrabbiare la sua padrona che per punizione l’aveva rinchiusa in un box di rete in giardino.

Non so perché fossero arrivate ai ferri corti labradoressa e umanessa, ma l’umanessa aveva le chiavi dalla parte del manico, non so se mi spiego, e così le era stato facile mettere la labradoressa ai ferri, ehi, “ai ferri” non significa cucinata e mangiata, chiaro?

Poi l’umanessa se n’era andata, lasciando acqua e cibo nel box e sistemando premurosamente l’ombrellone del giardino in modo che il sole non finisse col battere sulla testa della labradoressa.

Umanessa intelligente, da adottare. Nell’umanile ce n’è una quantità così, basta saperli scegliere.

Se ne adotti uno e lo tratti come piace a lui, ti sei sistemato a vita… sto divagando? Abituatevi, io sono un gatto vago, ondivago negli affetti e vagheggiante avventure che mi svaghino, vagante di giardino in giardino come Burt che vagava di piscina in piscina… ok smetto.

Quindi, partita l’umanessa, la labradoressa se ne stava nella gabbia di rete, servita di ombra acqua e pastone ma così mogia che mogissima non basta.

Al suo posto me la sarei goduta: una punizione tanto comoda da sembrare una vacanza.

Molto meglio che correre con un metro di lingua fuori dietro a bastoni, palline e bambini.

Molto meglio che abdicare alla dignità consegnando a poltroncilio puzzolenti pantofole sdrucite.

Molto meglio che fare la guardia alla villetta contro i pericoli della città maledetta.

Io me la sarei goduta e invece lei?

L’umanessa aveva ancorato a terra il box di rete con dei paletti e la labradoressa, per quanto si appoggiasse e spingesse, non riusciva a smuoverlo di un millimetro. E allora cosa pensa quel cervellino da cane? Pensa un pensierino canino: scavare. E siccome la distanza tra cervello e zampe è minima non aveva ancora finito di pensare “ora scavo” che stava già scavando.

Movimento terra a tutta velocità: zampezollezampezollezampezollezampezol… E qui casca l’asino, cioè il cane, perché sotto le zolle c’era uno strato di cemento, cioè il soffitto della cantina, luogo che conosco come i miei peli perché ci dormo e ci vado a caccia. Anche di belle gattesse.

Il guaio era che la signora zampezolle, a furia di scavare, si era auto imprigionata sotto la rete, schiacciata come un cane di paperissima, mancavano solo gli effetti sonori: proprio quell’imbarazzante situazione in cui la posizione ti fa sentire in una brutta condizione, sono certo che avete colto la potenza della mia parlazione.

E che fa allora la genialessa? Mi guarda e cerca di commuovermi con quegli occhioni dolci che di solito commuovono l’umanessa che però se n’era andata a messa. Commuovere me! Me, Guglielmo Gattotell, un nome che è una dichiarazione di coraggio e integrità! Me, primo cultore della mela! Ben prima di scarafaggi canterini e del signor Stefano Lavori, e qui si parla di una mela centrata esattamente al centro, mica morsicata di lato!

Ok ho capito, la smetto, sto facendo melina, lo so, mi rifocalizzo sul pezzo, nel senso giornalistico: la storia della labradoressa che ha commosso la rete.

Quale rete? È tutta colpa della rete, altro che rete commossa: questa rete non si è proprio mossa e nemmeno commossa.

I paletti tengono, le maglie trattengono, la labradoressa langue e piange, insomma piangue.

Ma io sono Guglielmo Gattotell, un quadrizampato manifesto di orgoglio libertario ed è proprio per questo che lei mi guarda così, con le lacrime che scendono lungo le corte guance e cadono ai lati del muso irrigando le zolle sopra la cantina.

Mi guarda perché io sono un gatto svizzero, mica della UE, e invece di diciotto artigli snudo diciotto efficienti strumenti diversi e perfino divertenti:

1. cacciavite a stella

2. cacciavite a croce

3. apribottiglie scalzatappi

4. lama lunga

5. lama corta

6. punteruolo cavatappi

7. forbicine

8. gancio multiuso

9. lama seghettata

10. pinzetta

11. forchetta

12. brugola

13. lente d’ingrandimento

14. punteruolo

15. forbicine di precisione

16. apriscatole

17. lima

18. cesoie

Potrei far concorrenza a un felix alien o alien felix o cyborg felix o felix cyborg, dipende da chi fa che cosa: io faccio quasi tutto.

E mentre valutavo che strumenti sfoderare per liberarla, sicuro che avrei trovato la zampata vincente, lo sguardo della labradoressa m’implorava di fare almeno qualcosa di quel quasi tutto.

Il mio cervello svizzero ticchettava come un orologio tachicardico, quando finalmente la giusta sequenza di strumenti si compose davanti ai miei occhi anti-buio come una mistica stringa:

  • pinzette per sollevare i rebbi di rete che aravano il pelo della labradoressa
  • ancora pinzette per piegarli all’insù
  • cesoie per accorciarli
  • ancora cesoie per allargare il varco della rete tutto intorno alla labradoressa
  • gancio da agganciare al collare per aiutarla a uscire tirandola
  • lima per limare il lucchetto della catena e liberarla

Impresa difficile ma niente ha mai fermato la zampa ferma e lo sguardo da ghiacciaio svizzero di Guglielmo Gattotell!

Fu così che mi misi all’opera con svizzera precisione, abilmente alternando zampe anteriori o posteriori a seconda dello strumento che mi serviva e assumendo posizioni che avrebbero fatto il divertimento di qualsiasi umanessa o umanesso, di quelle che messe in onda alzano lo share di paperissima inducendo il direttore di rete a cambiarle il nome in gattissima.

Nobile Guglielmo Gattotell di Victorinox, altro che Edward mani di forbice!

Com’è finita? E secondo voi Guglielmo Gattotell poteva mancare il colpo… ah ah ah!!!

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